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Giornalismo Scientifico: intervista al responsabile didattico del corso presso l’Accademia Telematica Europea

corso di giornalismo scientifico - Accademia Telematica EuropeaIn seguito alla stipula del protocollo d’intesa tra l’Associazione Culturale Chimicare e l’Accademia Telematica Europea, organizzazione leader in ambito nazionale nel settore della formazione tecnica a distanza, è stata riconosciuta l’opportunità per tutti gli associati Chimicare di poter accedere ad uno dei corsi più noti e professionalizzanti curati dall’Accademia, quello di giornalismo scientifico, con uno sconto pari al 20% rispetto al costi standard del corso.

Per conoscere meglio questo corso e più in generale per affrontare nel modo più idoneo la questione relativa al percorso che conduce alla formazione della figura del comunicatore scientifico abbiamo voluto intervistare il Direttore Didattico dell’Accademia Telematica Europea, l’ing. Claudio Pasqua, già noto nel web scientifico italiano in quanto ideatore del corporative blog di divulgazione scientifica più conosciuto della rete, “Gravità Zero” e di numerose altre iniziative di aggregazione e promozione della diffusione della cultura scientifica.

 

Chimicare –  Dopo illustri generazioni di comunicatori scientifici di formazione primaria di tipo umanistico, in pratica giornalisti generalisti che si sono in seguito specializzati nel campo scientifico, assistiamo oggi anche ad un avvicinamento degli stessi scienziati, ad iniziare dai ricercatori universitari, al mondo della comunicazione scientifica.   Perché è divenuto così importante anche per il tecnico, il professionista ed il ricercatore imparare a trasmettere la conoscenza del proprio lavoro?

Pasqua – Molti anni fa, durante un viaggio negli stati uniti, venni a conoscenza di una cosa che mi fece riflettere.   Nei college americani, tra le diverse discipline insegnate nei campus, c’era anche la materia “Parlare in pubblico”. Questa, pensai, insieme a educazione civica, è sicuramente una materia che in Italia dovrebbe diventare obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado.   Perché chi non sa comunicare, chi non è capace di trasmettere una idea, un concetto o un progetto è destinato a fallire nella vita. Saper comunicare è indispensabile per qualsiasi attività: serve ad ottenere visibilità, consenso e fiducia.  Un buon comunicatore sa dialogare con le figure politiche che hanno potere decisionale e aprono le porte a eventuali finanziamenti.   Permette di fare conoscere all’opinione pubblica i risultati del proprio lavoro. P ensiamo al consenso sociale innescato da Telethon, che riesce a raccogliere donazioni per per la ricerca sulle malattie genetiche rare pari a circa 25 milioni di euro anno con un solo evento televisivo.   Sapete chi ne è stato il fondatore?  L’attore Jerry Lewis che lo ideò nel 1966 per raccogliere fondi per la ricerca sulla Distrofia muscolare.   Non è un caso che un bravo attore come Lewis abbia saputo innescare una macchina così professionale: un attore conosce tutte le tecniche della comunicazione convincente, e le sa usare a proprio vantaggio o, come in questo caso, a vantaggio della collettività.

Chimicare – Giornalismo e divulgazione scientifica.   Come saprà bene il punto di vista dell’associazione Chimicare è molto chiaro in materia: volevamo però conoscere anche la sua opinione su analogie e differenze tra queste due modalità di comunicare la scienza.

Pasqua – La divulgazione scientifica indica l’attività di comunicazione rivolta al grande pubblico utile a diffondere la cultura scientifica.   Si tende a pensare che questa attività possa essere svolta correttamente solo da ricercatori, che sono le vere “persone informate sui fatti”.   In realtà sono molteplici gli attori che, dopo essersi documentati in maniera approfondita, possono dedicarsi a questa nobile attività.   Alcuni esempi tra i più celebri sono Stephen Hawking, Richard Dawkins, Isaac Asimov o gli Italiani Luigi Luca Cavalli Sforza, Roberto Vacca, Piero Angela. Come definire invece il giornalismo scientifico? Con questo termine intendiamo una attività che consiste nel riportare i fatti della scienza e spiegarli.   Il giornalista in questo caso si pone come un mediatore culturale, tra il laboratorio, dove avvengono gli studi o le ricerche, e il grande pubblico.  Come mediatore utilizza una delle tecniche più rapide ed efficaci per ottenere l’informazione desiderata: l’intervista.   Ciò non toglie che esistano giornalisti che sono anche ottimi divulgatori e viceversa.   Dunque le due categorie, spesso, sono separate da una linea di confine molto sfumata.

Chimicare  – Come saprà molte persone nutrono ancora dei dubbi relativi alla credibilità ed alla spendibilità di un corso organizzato a distanza: come potrebbe rispondere a questo tipo di perplessità?

Pasqua – Questa domanda sarebbe utile rivolgerla direttamente ai centinaia e centinaia di allievi che ho avuto il piacere di seguire nel corso di 14 anni insegnamento in teledidattica (iniziai nel 1998 con un istituto di formazione americano).   A parte il fatto che esistono anche corsi di laurea in teledidattica (il Politecnico di Torino iniziò oltre 20 anni fa con i corsi via satellite e oggi tramite internet).   La maggior parte degli allievi sono adulti, professionisti che lavorando non potrebbero mai seguire un corso in aula con tutti gli impegni di tempo e spostamenti che ne conseguono.   La teledidattica consente di poter fissare le lezioni in orari comodi e flessibili, di utilizzare strumenti che permettono di memorizzare una lezione e rivederla un numero indefinito di volte.   Infine i social network permettono di mantenere i contatti tra persone iscritte a un corso e con interessi comuni.   E abbatte le distanze: i miei allievi sono soprattutto italiani all’estero.  Questa settimana, ad esempio, abbiamo tenuto una lezione con allievi residenti a Houston (USA), a Lugano (Svizzera), ad Ankara (Turchia), a San Paolo (Brasile).   Per loro sarebbe impossibile seguire un corso di formazione senza il supporto di queste nuove tecnologie. Per quanto riguarda la spendibilità, anche questa domanda la rivolgerei ai nostri allievi.   Accademia Telematica Europea eroga corsi di vario tipo che permettono di imparare delle expertise: il saper fare.   Il corso in Interior Designer, ad esempio, ha il più alto numero di occupati. Oltre il 60% degli allievi trova lavoro come libero professionista o come dipendente entro i primi tre mesi di corso, prima ancora di terminarlo.

Chimicare – Soddisfazione per la crescita personale a parte, qual è la spendibilità professionale di un corso di Giornalismo Scientifico come quello proposto dall’Accademia Telematica nell’attuale scenario economico e lavorativo?

Pasqua – Tutti i corsi dell’Accademia Telematica Europea hanno una finalità lavorativa. Lo scopo è permettere agli iscritti di apprendere le tecniche necessarie per poter gestire la comunicazione in maniera innovativa, qualsiasi attività siano orientati a svolgere nel loro futuro professionale.
Queste tecniche sono le stesse sia che si debba comunicare al grande pubblico una scoperta scientifica, sia che si debba veicolare una informazione di impresa: ad esempio il lancio di un nuovo prodotto o servizio.
Sapere utilizzare questi strumenti permette di avere una marcia in più, spendibile per qualsiasi professione.
Alcuni dei nostri allievi diventano consulenti di impresa. Anche le più importanti aziende e gli enti non hanno, infatti, un ufficio stampa interno, e delegano questo lavoro esternamente. Tra i nostri allievi ci sono sia liberi professionisti, dunque con partita iva, sia dipendenti di enti pubblici. Ma tutti hanno un’unica necessità: quella di poter offrire alle aziende o agli enti per cui lavorano una sempre maggiore visibilità e reputazione possibile. Oggi la comunicazione è rapida e altrettanto rapidamente una azienda può perdere la propria visibilità o la propria reputazione online. Conoscere queste tecniche permette di essere più competitivi in un mondo in cui solo chi comunica, e comunica bene, è in grado di essere ascoltato.

 

Accademia Telematica Europea

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contatti@chimicare.org

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